Ciclo 1986 / 1983
Dentro L'infanzia



Ciclo 1986 / 1983
Dentro L'infanzia

 

Da catalogo: Luigi Rucci, 1984.

 

Nel fruire le complesse e impegnative opere realizzate da Rossana Fiorini occorre individuare e comprendere subito come la personalissima weltanschauung dell’autrice ne determini l’esito estetico in maniera talmente totale da travalicare l’incidenza stessa di “concezione del mondo e della vita” attribuita al termine in ambito letterario per assumerne quasi il valore finale di una escatologia artistica globale, implicante contemporaneamente le coordinate semiotiche, o del linguaggio, e semantiche, o e dei significati. Weltanschauung, dunque, che si manifesta in ogni lavoro secondo una logica di tipo binario. La soft art dei contenuti, spesso intensamente poetici e intimistici anche se socialmente impegnati, travalica nell’hard art dei materiali e delle strutturazioni e installazioni operative così da comporre patterns percettivi fortemente compatti e coinvolgenti. In altri termini, la Fiorini opera artisticamente nella direzione di una comunicazione psico-sociale realizzata tramite la serrata flagranza del medium estetico. Flagranza che si concretizza spesso in immagini e composizioni polimateriche accuratamente impaginate ed elaborate, al limite del “trompe l’oleil” fotografico. I fanciulli disegnati e dipinti dall’artista si propongono come momento sociometrico centrale, e pertanto unificante, di una serie di altri momenti paralleli e complanari, i quali tutti concorrono alla formazione di gestalten figurative spazialmente pregnanti e concettualmente autosufficienti. La problematica dello spazio, unitamente a quella del campo operativo inteso come lewiniano tòpos in tensione, si manifesta visivamente e concretamente nella scelta e nelle peculiari lavorazioni dei diversi materiali utilizzati, che convivono in un sofisticato giuoco intellettuale di ri-creazione di tracce della realtà nella prospettiva culturale di una immediata intuizione percettiva dei significati globali dell’opera. Ogni materiale è lavorato con abilità e cura caparbia - le stesse poste nel filigranare le parti disegnate o dipinte - e in alcuni casi l’oggetto risulta autenticamente inserito con un senso quasi di “ready-made”. Quasi, perché in verità, del già confezionato all’artista interessa soltanto la forte componente psichica per cui la vera pasticca o il vero giocattolo non sono tanto espedienti estetici di declinazione pop, quanto rappresentano stimolazioni esogene indirizzate al fruitore. Lo confermano, del resto, pure i contenuti, che suggeriscono sempre un considerevole impegno verso un associazionismo di tipo cognitivo-ambientale. Dalle tematiche più specificamente spaziali e costruttivistiche, Rossana Fiorini è gradualmente pervenuta all’accentuazione di motivi interrelazionali, interpersonali, intergenerazionali. Massimamente dedicati all’infanzia, i lavori di questo ciclo si caratterizzano per la molteplicità degli stimoli, tradotti dall’artista tramite una formalizzazione plurisegnica funzionale al raggiungimento di un complesso equilibrio percettivo-intellettivo. Forze diverse, insomma, si eguagliano e si equilibrano nel pattern finale. E’ evidente quindi come il problema dell’infanzia rappresenti per la Fiorini solo uno dei tanti insiemi possibili. Non è un caso, infatti, che l’ambientazione generale delle singole opere, fondandosi su una sorprendente interdisciplinarietà tecnica e artistica, miri alla più completa autonomia funzionale di ciascuna di esse. […] Come si vede, il sistema sociodinamico di Rossana Fiorini interagisce profondamente nelle tipologie linguistiche di volta in volta privilegiate, determinandone in alcuni casi anche certe incidenze estetiche. La polverizzazione analitica di determinati dettagli raffigurativi in ricchi sottosistemi di segni (tramature fittissime, sfumati al limite del percettibile, sovrapposizioni di più materiali diversamente trattati) rappresenta un sintomo evidente di tale task description. L’analisi degli obbiettivi e la descrizione dei compiti palesano dunque, in conclusione, l’espressione più probante ed importante di quella personalissima weltanschauung di cui si è scritto all’inizio.

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