Ciclo 1983 / 1980
Il Segno E Gli Oggetti



Ciclo 1983 / 1980
Il Segno E Gli Oggetti

 

Da “Corriere delle Arti”, Anno 2 n. 14: Giovanni Amodio, 1981.

 

[…] Partendo dal segno che accarezza entro il ricamo iperrealistico di immagini e sagome, eseguite spesso con la profana penna biro, ma con esiti addirittura fotografici, raffinati ed elegantissimi, Rossana Fiorini giunge alla intuizione formale dell’oggetto, che fuoriesce, contiene, accentua, polarizza, la concettualità estetica e contenutistica della sua operazione, una sorta di gabbia pittorica entro cui dosare la creatività della sua manualità, del resto eccezionale, per affidarla a una concezione molto più ampia della distinzione. Di qui la fusione tra segno e oggetto, tra piano e spazio; di qui la sua intelligente proposta attraverso materiali e invenzioni sempre diverse, sempre originali. In progressione ritmica o in progressione geometrica, in concezione modulare o in profanazione cromatica con i colori presi in prestito direttamente alla materia, sempre la giovane artista trova una coerenza di linguaggio e una analisi sostanziale di efficace suggestione. Le due vocazioni della Fiorini si estrinsecano dunque in direzione grafica e in direzione plastica, alternando i linguaggi e le intenzioni, integrandosi a vicenda, senza disdegnare di invadere l’area pop, con la conseguenziale rinuncia agli stereotipi e alle classificazioni, privilegiando il manufatto artistico come una interdisciplinare istanza entro cui muoversi nelle diverse esperienze. Si ha così un risultato bizzarro per cui il disegno nelle sue mani diviene pittura, in bianco e nero, ma sempre predisposto alla cromia, per la sua puntigliosa capacità di incidere con il segno quasi in maniera ossessiva con effetti e suggerimenti pittorici, un segno-ricamo nella cui acutezza appare evidente una ritualistica dell’immagine, che tende a descrivere emozionalmente il tema, per ricavarne insieme al lettore riflessioni e sensazioni, dalle quali salvaguardare i valori spirituali della vita. La scultura poi mutua una sorta di concettualità elementare per i ripetuti interventi che l’artista compenetra alle stesse opere pittoriche, mediante soluzioni integrate alle cornici o al supporto del piano di lavorazione, ma che nella scultura propriamente detta, gestisce variazioni modulari di vari materiali e suggestioni optical. […]

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