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Museo Rodolfo Valentino




Castellaneta, 16 febbraio 2014
Un libro in connubio:
la scrittura veste l'anima la moda veste il racconto
Relatrice Maria Antonietta D’Onofrio

www.fondazionevalentino.it

 

 



In un’epoca di eclettismi, di moltiplicanti livelli d’intenzioni e deduzioni, l’occupazione e l’uso combinato di diversi ambiti spaziali, artistici e concettuali, porta la cultura a una vasta potenzialità comunicativa, a percorsi intrecciati di sconfinamento e proliferazione: così la contaminazione tra creatività e vita, cultura intellettuale e cultura epocale, si carica di contenuti sociali sempre più articolati, esibiti e, in definitiva, per il fruitore, godibili.
Nell’ottica di tali motivazioni, nasce il progetto UN LIBRO IN CONNUBIO: LA SCRITTURA VESTE L’ANIMA, LA MODA VESTE IL RACCONTO. Un consentimento tra letteratura e costume, tra linguaggio umanistico e linguaggio estetico.
Un contagio che non ha nulla di paradossale: i meccanismi e le sfide dell’introspezione, come i meccanismi e le sfide dell’esteriorità, appartengono all’esistere, antico, attuale e futuro; appartengono a quel costante, ineluttabile processo di “conversazione” pluridisciplinare che la vita ci propone attraverso rinnovati/rinnovabili equilibri - e sperimentazioni - tra ragione e irrazionalità, utopia e funzione, arcaismi e avanguardie, meditazione e spontaneità, intimismo e sembiante.
Sicché:
un libro - DI BIANCO IN NEVE di Rossana Fiorini, ed. Curcio -, la sua presentazione, e l’inusuale apporto filmico attuato da un team di specialisti dell’immagine; per cui, all’affabulazione ed esposizione critica del romanzo, condotta dalla scrittrice Maria Antonietta D’Onofrio, si accompagna un trailer dell’incipit dello stesso, realizzato da Alessandro Nava, direttore editoriale di StarsSystem, un magazine che spazia nell’universo della moda, della cinematografia, dello spettacolo, della fotografia, della visione e rappresentazione modernista.
Dunque, il mondo e il modo del relazionare mediante disamina e riflessione privata, innestati al mondo e al modo dell’espressione massmediatica. I due mondi e i due modi, insieme, penetrano i luoghi del pensare e dell’abitare, dimensione ideale dove depositare le eterogenee manifestazioni del reciproco fare creativo. Questa combinazione operativa è stata curata da Anna Maria Nardò, figura professionalmente attiva da decenni nel settore dello styling, che, allargando il processo di estetizzazione, ha invitato alcune griffe a vestire il racconto dipanantesi per frammenti lungo il breve video. Così, protagonista e anonimi passanti, documentano, ritraendola, una precisa tendenza che, emulsionata al contesto, plasma una complicità sensoriale praticabile.
Una sorta di vocabolario allargato atto a sottolineare i legami intercorrenti fra l’autorità dell’intelligenza e la necessità della fantasia. Fra l’emozione di assistere, cogliere e compenetrare tracce, invenzioni, memorie e la potenza della bellezza, intesa in tutte le sue declinazioni: fisica, paesaggistica, urbana, dell’arte in toto, del dettaglio, dei sentimenti. Tutto quel magma fremente, insomma, quel grumo di cause e stimoli; un unico, suggestivo contesto che fonda esigenze spirituali a comportamenti interpretativi e stilistici.

 

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